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ANTROPOLOGIA - Pag. 228 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. L a cosmologia è una complessa e affascinante visione dell’ordine del mondo e della sua origine. Essa rivela un carattere di sistematicità e di coerenza. 2. I miti fanno riferimenti a eventi primordiali che avrebbero dato origine al mondo e all’aspetto che quest’ultimo possiede attualmente. Il mito presenta alcune caratteristiche peculiari; ignora lo spazio e il tempo. I personaggi agiscono in luoghi impossibili da frequentare per la maggior parte degli esseri viventi. 3. Nelle varie culture la figura del trickster è un essere per metà uomo per metà animale. Incorpora caratteri opposti e contraddittori; non ha limiti. Egli crea, inventa, e genera la realtà. 4. Secondo Lévi-Strauss il mito ha la funzione di conciliare gli aspetti contraddittori dell’esistenza umana del mondo naturale che non possono essere immediati da alcuna forma di pensiero razionale.

ANTROPOLOGIA - "IL MITO" - appunti pagine del libro

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IL MITO Gli studi di Griaule sulla cosmologia di Dogon Studiare i Dogon → Africa.   Marcel Griaule : *1898-1956 Antropologo Francese Cosmologia : complessa visione dell’ordine del mondo della sua origine. Cosmologia → rivelava un carattere di sistematicità e di coerenza . Tutte le cosmologie contenevano i miti della creazione. Gli studi religiosi e antropologi sul mito Miti → eventi primordiali che avrebbero dato origine al mondo e all’aspetto che quest’ultimo possiede attualmente . Secondo alcuni studiosi → miti sono un modo ingenuo di ricostruire o giustificare eventi realmente accaduti . I miti in realtà sono forme di narrazione storica riconosciute come indipendenti e autonomi. I caratteri universali del mito Mito → ignora spazio e tempo . I personaggi agiscono in luoghi impossibili da frequentare per la maggior parte degli esseri viventi . Antropomorfismo del mito Il mito tende a produrre un'antropomorfizzazione della natura. Il mito del trickster: l’...

ANTROPOLOGIA - Pag. 223 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. Gli astrologi sostenevano che gli astri avessero un reale influsso sulla vita degli esseri umani. Gli alchimisti, invece, sostenevano che certe materie potessero essere combinate in maniera da ottenere metalli pericolosi.   2. Durante il corso dell’Ottocento cominciò sistematicamente lo studio della magia come modo di pensare. La magia era l’insieme di gesti formule verbali mediante cui si riteneva di poter influire sul corso degli eventi e sulla natura delle cose. 3. Per Malinowski la magia aveva finalità rassicuranti. La magia era una cosa a se stante dalla scienza e dalla religione; era un mezzo usato dagli esseri umani per far fronte a situazioni generatrici di ansia.   4. La credenza del malocchio e quella nella sfortuna sono entrambe derivate dalla precarietà dell’equilibrio su cui si regge la nostra vita. L’uomo ha sviluppato questi aspetti per far fronte alla precarietà attraverso risposte rassicuranti.

ANTROPOLOGIA - "LA MAGIA E IL SUO "FUNZIONAMENTO"" - appunti pagine del libro

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LA MAGIA E IL SUO "FUNZIONAMENTO" Il pensiero magico nella cultura europea   Magia : credenza ingenua nella possibilità di manipolare il corso degli eventi e la natura delle cose .   Astrologia : convinzione che gli astri avessero un reale influsso sulla vita degli esseri umani.   Alchimia : convinzione che certe materie potessero essere combinate in maniera da ottenere i metalli miracolosi.   L’inizio degli studi sulla magia   Inizio nell’Ottocento.   Magia : insieme di gesti e formule verbali mediante cui si ritiene di poter influire sul corso degli eventi e sulla natura delle cose .   Atto magico : azione compiuta da un soggetto allo scopo di esercitare un’influenza di qualche tipo su qualcuno o qualcosa.   Magia nera : serie di operazioni materiali e verbali condotti su qualcuno che è appartenuto. Magia bianca : effetti benefici sul soggetto prescelto. Alcuni procedimenti del pensiero magico Imitazione: credenza che vestendo...

SOCIOLOGIA - Pag. 155 es. "per fare il punto" - appunti pagine del libro

1. Le scienze sociali definiscono le organizzazioni come i gruppi secondari che più da vicino si conformano al modello di istituzionalizzazione dei comportamenti e standardizzazione dei ruoli, poiché la struttura organizzativa è la loro caratteristica dominante.   3. Le organizzazioni hanno tre caratteristiche fondamentali: un fine collettivo, una rigorosa divisione dei compiti e una formale attribuzione di ruoli. La razionalità è la qualità distintiva delle organizzazioni sociali.   4. Le organizzazioni si sono particolarmente diffuse nella società industriale, poiché nel mondo preindustriale non si aveva necessità di introdurre organizzazioni dato che tutti si conoscevano personalmente. Nella società industriale tutta la vita si svolge nel contesto di organizzazioni.

SOCIOLOGIA - Pag. 152 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. I l gruppo sociale, secondo la definizione classica formulata dal sociologo Robert Merton, è un insieme di persone che interagiscono in modo strutturato, sentono di appartenere a quel gruppo e sono percepite dagli altri come appartenenti a quel gruppo. All’interno del gruppo sociale vi è un forte senso di appartenenza, altrimenti il gruppo non acquisirebbe una propria identità. Tutte le interazioni sono orientate prevalentemente alla collaborazione.   2. Categoria sociale e gruppo sociale non hanno lo stesso significato. Le categorie sociali sono insiemi di persone definite da qualche carattere che tali persone hanno in comune e non da un rapporto reciproco reale.   3. Spesso non vi è una distinzione netta e univoca tra gruppi primari e secondari. Nei gruppi primari prevalgono i legami di tipo personale mentre nel gruppo secondario prevalgono i legami di tipo impersonale. Un gruppo primario è costituito da un piccolo numero di persone e prevede ruoli molto...

SOCIOLOGIA - Pag. 148 es. "per fare il punto" - esercizio/compito

1. In sociologia un’istituzione è l’insieme dei modelli di comportamento che grazie al processo di ripetizione, tipizzazione e oggettivazione si sono cristallizzati in ruoli all’interno di una società.   2. I comportamenti istituzionalizzati hanno carattere vincolante, perché possono essere delle norme oggettive trasmesse di generazione in generazione.   3. Le norme sociali sono l’insieme delle norme a cui gli individui ritengono di doversi assoggettare. 4. L’attuazione di un impianto di regole di comportamento presuppone l’esistenza di un apparato in grado di agire per tutelarne il rispetto.